È importante che tu studi ogni giorno.

Alcune espressioni non hanno un vero soggetto: è importante, è meglio, bisogna. Non dicono chi fa qualcosa, ma quanto è necessario, utile o sorprendente. Quando un'espressione così è seguita da che e da una persona che agisce, l'italiano mette il verbo al congiuntivo: la principale esprime un giudizio, e il congiuntivo presenta la frase con che come ciò che viene giudicato. Questo articolo riguarda quando usarlo; le forme si trovano in Il congiuntivo presente: le forme, mentre la stessa idea dopo i sentimenti è in Il congiuntivo dopo espressioni di emozione o sentimento.

In breve: espressione impersonale + che + nuovo soggetto → congiuntivo (Bisogna che tu parta, È meglio che Anna resti). Un'affermazione generale, senza una persona precisa, vuole l'infinito (Bisogna partire, È meglio restare).

In inglese si dice It's important that you study o It's important for you to study, senza alcun modo verbale particolare, e per un giudizio generale basta It's important to study. In italiano, con un soggetto nuovo, dopo è importante che e bisogna che serve il congiuntivo, anche quando la frase inglese non mostra nulla di speciale; per il giudizio generale l'infinito è invece molto simile (È importante studiare).

Necessità e importanza

Queste espressioni dicono che qualcosa deve accadere o quanto conta:

Espressione Esempio
bisogna che Bisogna che tu faccia una pausa.
occorre che Occorre che voi siate puntuali.
è necessario che È necessario che lui venga domani.
è importante che È importante che i bambini dormano abbastanza.
è meglio che È meglio che noi partiamo presto.
è ora che È ora che tu vada a letto.
basta che Basta che tu mi chiami quando arrivi.

Il congiuntivo resta anche alla forma negativa: Non è necessario che tu venga.

Giudizi di valore

Lo stesso schema serve a dare un giudizio su qualcosa (è giusto, strano, un peccato?):

Espressione Esempio
è giusto / è bello che È giusto che tutti abbiano le stesse possibilità.
è strano / è incredibile che È strano che Marco non risponda.
è normale che È normale che tu sia stanco.
è un peccato che È un peccato che Anna non possa venire.
sembra / pare che Sembra che Luca stia meglio.

Con sembra che e pare che il congiuntivo è la forma standard; nel parlato informale si sente anche l'indicativo.

Senza che: l'infinito

Quando il giudizio è generale, o la persona è già chiara, l'italiano usa normalmente l'infinito, senza che e senza di:

  • È importante studiare ogni giorno.
  • Bisogna partire presto.
  • È meglio restare a casa.
  • È bello vedere i nonni.

Per dire chi è coinvolto si può aggiungere per + persona (È importante per te studiare) oppure usare che + congiuntivo (È importante che tu studi). Entrambe le soluzioni sono naturali; l'infinito è la scelta più leggera quando non serve nominare nessuno.

Quando resta l'indicativo: la certezza

Un'espressione che presenta qualcosa come certo o vero enuncia un fatto, quindi il verbo dopo che è all'indicativo normale:

  • È chiaro che Marco è stanco.
  • È vero che lei parla bene l'inglese.
  • È ovvio che loro vengono.

Confronta: È strano che Marco sia stanco (un giudizio → congiuntivo) e È chiaro che Marco è stanco (un fatto → indicativo). Anche le espressioni di possibilità e dubbio (è possibile che, è probabile che) vogliono il congiuntivo; hanno un articolo a parte, Il congiuntivo dopo espressioni di dubbio (dubitare che, non essere sicuro/a che), e il contrasto più ampio è in Congiuntivo e indicativo: contrasto di base.

Presente o passato?

Quando l'espressione è al presente, il tempo del congiuntivo segue il momento di ciò che si giudica:

  • congiuntivo presente per ciò che accade ora o più avanti: È importante che tu arrivi in orario domani.
  • congiuntivo passato per ciò che è già finito: È strano che Anna sia partita senza salutare. Si forma con il congiuntivo presente di avere o essere più il participio passato, con lo stesso ausiliare del passato prossimo: È un peccato che abbiano perso la partita.

Dopo un'espressione al passato (Era importante che…, Bisognava che…) l'italiano usa altri tempi del congiuntivo (l'imperfetto e il trapassato), che qui non vengono trattati.

Errori comuni

  • ❌ È importante di studiare. → ✅ È importante studiare. (nessun di davanti all'infinito)
  • ❌ È necessario che partire. → ✅ È necessario partire. oppure ✅ È necessario che tu parta. (che richiede un verbo con un soggetto proprio)
  • ❌ Bisogna che Anna sia partito. → ✅ Bisogna che Anna sia partita. (il participio con essere concorda con Anna: partita)
  • ❌ È meglio di restare. → ✅ È meglio restare. (senza di)
  • ❌ È un peccato che Anna non può venire. → ✅ È un peccato che Anna non possa venire. (un giudizio → congiuntivo)

Verifica rapida

Quale forma va bene in ogni caso: congiuntivo, infinito o indicativo?

  1. Bisogna che tu ____ (fare) una pausa.
  2. È importante ____ (studiare) ogni giorno.
  3. È strano che Marco non ____ (rispondere).
  4. È chiaro che lei ____ (essere) stanca.
  5. È un peccato che Anna non ____ (potere) venire.
  6. È strano che loro ____ già ____ (partire).
  7. È ora che voi ____ (andare) a letto.
  8. È meglio ____ (restare) a casa.
Mostra le risposte
  1. faccia   2. studiare   3. risponda   4. è   5. possa   6. siano … partiti   7. andiate   8. restare

Punti chiave

  • Necessità, importanza e giudizi (bisogna / occorre / è necessario / è importante / è meglio / è ora / basta / è giusto / è strano / è un peccato che) vogliono il congiuntivo dopo che.
  • Il congiuntivo resta anche alla forma negativa (Non è necessario che tu venga).
  • Un'affermazione generale vuole l'infinito, senza di (È importante studiare, Bisogna partire); nuovo soggetto → che + congiuntivo.
  • La certezza (è chiaro / è vero / è ovvio che) enuncia un fatto e mantiene l'indicativo.
  • Congiuntivo presente per ora o dopo (arrivi), congiuntivo passato per ciò che è finito (sia partita).