Sono contento che tu sia qui.
Quando si reagisce a ciò che fa un'altra persona, o a una situazione (si è contenti, dispiaciuti, sorpresi o spaventati), in italiano il verbo dopo che va al congiuntivo. Il verbo principale nomina il sentimento (sono contento, mi dispiace, ho paura), e il congiuntivo presenta ciò che segue come ciò a cui si reagisce. Questo articolo riguarda quando usarlo; le forme si trovano in Il congiuntivo presente: le forme, mentre desideri e speranze (voglio che, spero che) sono in Il congiuntivo dopo espressioni di desiderio e opinione.
In breve: soggetti diversi → che + congiuntivo (Sono contento che tu sia qui, Ho paura che Marco sia malato). Stesso soggetto → di + infinito (Sono contento di essere qui, Ho paura di sbagliare).
In inglese si dice I'm glad you are here o I'm sorry you can't come con un normale presente, senza alcun modo particolare. In italiano, invece, dopo sono contento che e mi dispiace che serve il congiuntivo, anche quando la frase inglese corrispondente non mostra nulla di speciale. Con lo stesso soggetto l'inglese usa spesso l'infinito (I'm glad to be here), come l'italiano con di.
Sentimenti con essere + aggettivo
Dopo essere + un aggettivo che indica un sentimento, il verbo della frase con che va al congiuntivo. L'aggettivo concorda con la persona che prova il sentimento (contento / contenta, sorpreso / sorpresa).
| Espressione | Esempio |
|---|---|
| essere contento / felice che | Sono contento che Luca venga alla festa. |
| essere triste che | Siamo tristi che tu parta domani. |
| essere sorpreso / stupito che | Sono sorpresa che Anna abbia già finito. |
| essere deluso che | Marco è deluso che i suoi amici non vengano. |
| essere preoccupato che | Sono preoccupato che il bambino stia male. |
| essere orgoglioso che | Siamo orgogliosi che voi facciate tanti progressi. |
Il congiuntivo resta quando il verbo principale è negativo: Non sono contento che tu parta.
Sentimenti con mi dispiace, mi piace e verbi simili
Molti verbi di sentimento funzionano come piacere: la persona che prova il sentimento è un pronome indiretto (mi, ti, gli, le, ci, vi), e la frase con che indica ciò che provoca il sentimento. Anche questi verbi vogliono il congiuntivo:
| Verbo | Esempio |
|---|---|
| mi dispiace che | Mi dispiace che tu non possa venire. |
| mi piace che | Mi piace che i bambini giochino insieme. |
| mi fa piacere che | Mi fa piacere che tu stia meglio. |
| mi sorprende / mi stupisce che | Mi sorprende che Luca non dica niente. |
| mi preoccupa che | Mi preoccupa che lei sia sola. |
| mi dà fastidio che | Mi dà fastidio che tu arrivi sempre tardi. |
La paura: avere paura che, temere che
La paura funziona allo stesso modo. Temere suona un po' più formale di avere paura:
- Ho paura che il treno sia in ritardo.
- Temo che non ci siano più biglietti.
Nell'italiano di tutti i giorni, un non nella frase con che dopo un verbo di paura mantiene il suo valore negativo: Ho paura che Marco non venga. significa che si teme che non venga.
Stesso soggetto: di + infinito
Quando la persona che prova il sentimento è anche quella che agisce, l'italiano usa normalmente di + infinito al posto di una frase con che. Una frase con che e lo stesso soggetto è possibile, ma aggiunge contrasto o enfasi, quindi l'infinito è la scelta di tutti i giorni:
- Sono contento di essere qui. (anziché Sono contento che io sia qui)
- Mi dispiace di essere in ritardo. (anziché Mi dispiace che io sia in ritardo)
- Ho paura di sbagliare. (anziché Ho paura che io sbagli)
- Siamo felici di vedervi. (anziché Siamo felici che noi vi vediamo)
Confronta: Ho paura che tu sbagli (soggetti diversi, congiuntivo) e Ho paura di sbagliare (stesso soggetto, infinito). Un verbo si comporta in modo un po' diverso: piacere vuole l'infinito direttamente, senza di (Mi piace cantare). Le espressioni impersonali come è un peccato che hanno un articolo a parte, Il congiuntivo dopo espressioni impersonali.
La ragione con perché
Quando si indica con perché la ragione di un sentimento, si enuncia un fatto, quindi il verbo va all'indicativo normale:
- Sono contento perché Marco è qui.
- Siamo tristi perché Anna parte domani.
I due costrutti spesso esprimono un'idea vicina: Sono contento che Marco sia qui presenta la presenza di Marco come ciò a cui si reagisce, mentre Sono contento perché Marco è qui la presenta come ragione. Il contrasto più ampio tra congiuntivo e indicativo è trattato in Congiuntivo e indicativo: contrasto di base, e il dubbio ha un articolo proprio, Il congiuntivo dopo espressioni di dubbio (dubitare che, non essere sicuro/a che).
Presente o passato?
Quando il verbo principale (sono contento, mi dispiace, ho paura) è al presente, il tempo del congiuntivo segue il momento di ciò a cui si reagisce:
- congiuntivo presente per ciò che accade ora o più avanti: Sono contento che tu venga domani.
- congiuntivo passato per ciò che è già finito: Sono contento che tu sia venuto ieri. Si forma con il congiuntivo presente di avere o essere e il participio passato, con la stessa scelta dell'ausiliare del passato prossimo: Mi dispiace che abbiano perso il treno.
Dopo un verbo principale al passato (Ero contento che…, Avevo paura che…), l'italiano usa altri tempi del congiuntivo (l'imperfetto e il trapassato), che qui non sono trattati.
Errori comuni
- ❌ Sono felice che Anna sia arrivato. → ✅ Sono felice che Anna sia arrivata. (il participio con essere concorda con Anna: arrivata)
- ❌ Sono contento di che tu sia qui. → ✅ Sono contento che tu sia qui. (niente di davanti a che)
- ❌ Ho paura sbagliare. → ✅ Ho paura di sbagliare. (avere paura + di + infinito)
- ❌ Mi piace di cantare. → ✅ Mi piace cantare. (piacere vuole l'infinito direttamente)
- ❌ Sono contento perché Marco sia qui. → ✅ Sono contento perché Marco è qui. (perché nel senso di «dato che» → indicativo)
Verifica rapida
Quale forma va bene in ogni caso: congiuntivo, infinito o indicativo?
- Sono contento che Luca ____ (venire) alla festa.
- Mi dispiace che voi ____ (partire) domani.
- Ho paura ____ (sbagliare).
- Sono felice che Anna ____ già ____ (arrivare).
- Mi sorprende che lui non ____ (avere) tempo.
- Siamo tristi che loro ____ (stare) male.
- Sono contento ____ (essere) qui.
- Sono contento perché Marco ____ (essere) qui.
Mostra le risposte
- venga 2. partiate 3. di sbagliare 4. sia … arrivata 5. abbia 6. stiano 7. di essere 8. è
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Punti chiave
- Dopo sentimenti e reazioni (essere contento / triste / sorpreso che, mi dispiace / mi piace / mi sorprende che, avere paura / temere che) si usa il congiuntivo dopo che.
- Il congiuntivo resta dopo un verbo principale negativo (Non sono contento che…).
- Stesso soggetto → di + infinito (Sono contento di essere qui, Ho paura di sbagliare); soggetti diversi → che + congiuntivo. Piacere vuole l'infinito direttamente.
- Perché nel senso di «dato che» indica la ragione come un fatto, quindi vuole l'indicativo (Sono contento perché Marco è qui).
- Congiuntivo presente per adesso o più tardi (venga), congiuntivo passato per un'azione conclusa (sia venuto).