Voglio che tu venga con noi.
Quando si dice che cosa si vuole o che cosa si pensa dell'azione di un'altra persona, il verbo dopo che va al congiuntivo. Il verbo principale indica il desiderio o l'opinione (voglio, penso, credo), e il congiuntivo segnala ciò che segue come qualcosa di desiderato o di creduto, non come un fatto dato per certo. Questo articolo spiega quando usarlo; le forme si trovano in Il congiuntivo presente: le forme.
In breve: soggetti diversi → che + congiuntivo (Voglio che tu parta, Penso che Marco sia stanco). Stesso soggetto → infinito (Voglio partire, Penso di essere stanco).
In inglese si dice I want you to come con un costrutto a infinito e I think he is tired con un normale presente, senza alcun modo particolare. In italiano, invece, dopo voglio che e penso che serve il congiuntivo, anche quando la frase inglese corrispondente non mostra nulla di speciale.
I verbi di desiderio
Dopo i verbi che esprimono ciò che si vuole, si spera o si preferisce, il verbo della frase con che va al congiuntivo:
| Verbo | Esempio |
|---|---|
| volere che | Voglio che tu dica la verità. |
| desiderare che | Desideriamo che tutto vada bene. |
| preferire che | Preferisco che voi restiate qui. |
| sperare che | Spero che faccia bel tempo. |
| aspettarsi che | Mi aspetto che lei arrivi presto. |
| pretendere che | Pretendi che io sappia tutto! |
A proposito di sperare che: nel parlato si sente spesso il futuro indicativo (Spero che verrà). La forma standard resta il congiuntivo (Spero che venga).
I verbi di opinione
Lo stesso avviene dopo i verbi che presentano qualcosa come opinione, convinzione o impressione e non come fatto certo:
| Verbo | Esempio |
|---|---|
| pensare che | Penso che Marco sia molto stanco. |
| credere che | Credo che loro abbiano ragione. |
| ritenere che | Riteniamo che questa soluzione sia migliore. |
| immaginare / supporre che | Immagino che tu voglia riposare. |
| mi sembra / mi pare che | Mi sembra che piova. |
| avere l'impressione che | Ho l'impressione che lui non capisca. |
Il congiuntivo resta anche quando il verbo principale è negativo: Non penso che Marco sia a casa.
Nel parlato informale dopo questi verbi si sente anche l'indicativo (Penso che Marco è stanco). Il congiuntivo è la forma standard, quella a cui conviene puntare nello scritto e negli esami.
Stesso soggetto: l'infinito
Quando chi desidera o pensa è anche chi compie l'azione, l'italiano usa di norma l'infinito al posto di una frase con che. Una frase con che e lo stesso soggetto è possibile, ma aggiunge contrasto o enfasi (Voglio che sia io a partire); nell'uso quotidiano si preferisce l'infinito:
- Voglio partire. (invece di Voglio che io parta)
- Spero di vincere. (invece di Spero che io vinca)
- Penso di avere ragione. (invece di Penso che io abbia ragione)
- Credo di essere in ritardo. (invece di Credo che io sia in ritardo)
La parolina davanti all'infinito cambia: volere e preferire lo reggono direttamente (Voglio partire), mentre sperare, pensare, credere e ritenere vogliono di (Spero di vincere, Penso di avere ragione). Si confrontino: Spero che tu vinca (soggetti diversi, congiuntivo) e Spero di vincere (stesso soggetto, infinito).
I verbi di richiesta, permesso e ordine (chiedere, permettere, ordinare) hanno anche il costrutto a qualcuno di + infinito, che qui non viene trattato.
Quando l'opinione non vuole il congiuntivo
Le espressioni che si limitano a indicare un punto di vista non introducono una frase con un verbo di pensiero, quindi hanno il normale indicativo:
- Secondo me Marco è stanco.
- A mio avviso questa idea funziona.
Anche i verbi di certezza (sapere, essere sicuro che) restano all'indicativo, come i verbi di comunicazione quali dire: So che Marco è a casa. Il contrasto più ampio tra congiuntivo e indicativo è l'argomento di Congiuntivo e indicativo: contrasto di base; il dubbio ha un articolo a parte, Il congiuntivo dopo espressioni di dubbio (dubitare che, non essere sicuro/a che), e i sentimenti sono trattati in Il congiuntivo dopo espressioni di emozione o sentimento (essere contento/a che, avere paura che).
Presente o passato?
Quando il verbo principale (penso, voglio, credo) è al presente, il tempo del congiuntivo segue il momento di ciò di cui si parla:
- congiuntivo presente per ciò che avviene ora o più avanti: Penso che Marco arrivi domani.
- congiuntivo passato per ciò che è già concluso: Penso che Marco sia arrivato ieri. Si forma con il congiuntivo presente di avere o essere e il participio passato, con lo stesso ausiliare del passato prossimo: Credo che abbiano già mangiato.
Quando il verbo principale è a un tempo passato (Pensavo che…, Volevo che…), l'italiano usa altri tempi del congiuntivo (imperfetto e trapassato), che qui non vengono trattati.
Errori comuni
- ❌ Voglio che vieni con me. → ✅ Voglio che tu venga con me. (desiderio → congiuntivo)
- ❌ Penso che Marco sia arrivata ieri. → ✅ Penso che Marco sia arrivato ieri. (il participio con essere concorda con Marco: arrivato)
- ❌ Spero che tu stai bene. → ✅ Spero che tu stia bene. (irregolare: stia)
- ❌ Penso che io ho ragione. → ✅ Penso di avere ragione. (stesso soggetto → di solito di + infinito)
- ❌ Voglio di partire. → ✅ Voglio partire. (volere regge direttamente l'infinito)
- ❌ Secondo me Marco sia stanco. → ✅ Secondo me Marco è stanco. (secondo me → indicativo)
Verifica rapida
Metti il verbo tra parentesi nella forma corretta (congiuntivo o infinito).
- Voglio che Luca ____ (venire) alla festa.
- Penso che Anna ____ (essere) in ufficio.
- Spero ____ (finire) presto.
- Credo che i ragazzi ____ già ____ (partire).
- Preferisco che voi ____ (restare) a casa.
- Secondo me questo film ____ (essere) bellissimo.
- Non penso che lui ____ (avere) tempo.
- Desideriamo che tutti ____ (stare) bene.
Mostra le risposte
- venga 2. sia 3. di finire 4. siano … partiti 5. restiate 6. è 7. abbia 8. stiano
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Punti chiave
- Dopo i desideri (volere, desiderare, preferire, sperare che) e le opinioni (pensare, credere, ritenere, mi sembra che) il verbo dopo che va al congiuntivo.
- Il congiuntivo resta anche dopo un verbo principale negativo (Non penso che sia…).
- Stesso soggetto → infinito (Voglio partire, Spero di vincere, Penso di avere ragione); soggetti diversi → che + congiuntivo.
- Dopo secondo me e a mio avviso si usa l'indicativo, come dopo i verbi di certezza (So che è…).
- Congiuntivo presente per il presente e il futuro (arrivi), congiuntivo passato per ciò che è concluso (sia arrivato).