Marco è più alto di Luca, ma Anna è alta come lui.

Per confrontare, l'italiano mette più o meno davanti all'aggettivo, poi introduce il secondo termine con di o che. Per l'uguaglianza si usa così... come oppure tanto... quanto.

In breve: più / meno + aggettivo + di + la seconda persona o cosa (più alto di Luca). Si usa che quando confronti due qualità, due azioni o due gruppi con preposizione (a Roma / a Milano). Per l'uguaglianza: (così) ... come.

In inglese than serve in tutti i casi (taller than Luca, more friendly than clever), e as ... as per l'uguaglianza. L'italiano divide il compito di than in due parole: di davanti a un nome o a un pronome, che negli altri casi. Per as ... as usa come.

1. Più o meno di: più / meno ... di

Si usa di quando confronti due persone o due cose per una stessa qualità. Il secondo termine è un nome o un pronome subito dopo di:

  • Roma è più grande di Firenze.
  • Questo libro è meno caro del mio.
  • Sono più alto di te.
  • Lei è più giovane di me.

Di si unisce all'articolo come al solito: di + il = del, di + la = della, di + i = dei. Dopo di un pronome personale prende la forma tonica (di me, di te, di lui): vedi I pronomi tonici dopo le preposizioni.

Lo stesso schema funziona con gli avverbi e con le quantità: Marco corre più velocemente di Luca. Ho più libri di te. Ho meno tempo di te. Davanti a un numero si usa ancora di: Ci sono più di dieci persone.

2. Più o meno di: più / meno ... che

Si usa che quando ciò che confronti non è semplicemente due persone o due cose con una qualità. In genere sono:

  • due qualità della stessa cosa: È più simpatico che intelligente.
  • due azioni: Mi piace più leggere che guardare la TV.
  • due nomi in una frase di quantità: Mangio più carne che pesce.
  • due luoghi, tempi o altri gruppi introdotti da una preposizione: A Roma fa più caldo che a Milano. In estate piove meno che in autunno.

Una prova semplice: se i due lati del confronto potrebbero stare nello stesso punto della frase (aggettivo + aggettivo, verbo + verbo, a Roma + a Milano), si usa che.

3. Uguaglianza: così ... come / tanto ... quanto

Per esprimere l'uguaglianza si usa (così) ... come con aggettivi e avverbi. Così spesso si omette:

  • Anna è (così) alta come Marco.
  • Parlo (così) bene come lui.

Tanto ... quanto è l'alternativa, e va bene anche con nomi e verbi:

  • Anna è tanto alta quanto Marco.
  • Ho tanto tempo quanto te.
  • Lavora tanto quanto me.

Per dire «non così ... come», non va prima del verbo: Luca non è (così) alto come Marco.

4. Forme irregolari

Alcuni aggettivi e avverbi hanno una forma di comparativo propria, per esempio buono → migliore e bene → meglio. Sono trattati in un articolo a parte: I comparativi e superlativi irregolari (migliore, peggiore, maggiore, minore). Per indicare il più o il meno in un gruppo, vedi Il superlativo relativo (il più, il meno).

Errori comuni

  • ❌ Marco è più alto che Luca. → ✅ Marco è più alto di Luca. (due persone, una qualità)
  • ❌ È più simpatico di intelligente. → ✅ È più simpatico che intelligente. (due qualità)
  • ❌ Lei è più alta che me. → ✅ Lei è più alta di me. (un pronome dopo di)
  • ❌ Marco è più alto come Luca. → ✅ Marco è alto come Luca. / ✅ Marco è più alto di Luca. (più esprime disuguaglianza, come uguaglianza)

Piccola verifica

Qui mancano di (o del / della), che o come.

  1. Anna è più giovane ___ Marco.
  2. Questo libro è più divertente ___ utile.
  3. Ho meno tempo ___ te.
  4. A Roma fa più caldo ___ a Torino.
  5. Sara è alta ___ sua sorella.
  6. Lavoro più ___ dieci ore al giorno.
Mostra le risposte
  1. di   2. che (due qualità)   3. di   4. che (due luoghi con preposizione)   5. come (Sara è alta come sua sorella)   6. di (davanti a un numero)

Punti chiave

  • Più / meno + aggettivo + di confronta due persone o cose per una qualità: più alto di Luca.
  • Che si usa per due qualità, due azioni, due nomi di quantità o due gruppi con preposizione.
  • (Così) ... come e tanto ... quanto esprimono uguaglianza; con non diventano «non così ... come».
  • Dopo di un pronome personale prende la forma tonica: di me, di te.
  • Di si usa anche davanti a un numero: più di dieci.