Quando sono arrivato, il film era già iniziato.

Quando si racconta al passato, a volte serve fare un passo indietro in più: qualcosa era già successo prima del momento di cui si parla. L'italiano lo fa con il trapassato prossimo, un tempo composto che si forma come il passato prossimo, ma parte dall'imperfetto.

In breve: imperfetto di avere / essere + participio passato: avevo mangiato, ero partito. Indica un'azione conclusa prima di un altro momento del passato.

In inglese il past perfect si forma sempre con had (I had eaten, I had gone) e il participio non cambia. In italiano l'ausiliare può essere anche essere, e allora il participio si accorda con il soggetto: Anna era partita. Inoltre l'inglese spesso lascia il simple past dove l'italiano preferisce il trapassato, quando l'ordine dei fatti deve restare chiaro.

Come si forma

Si prende l'imperfetto dell'ausiliare (avere o essere) e si aggiunge il participio passato. L'ausiliare è lo stesso del passato prossimo: mangiare vuole avere, partire vuole essere.

Soggetto con avere (mangiare) con essere (partire)
io avevo mangiato ero partito / partita
tu avevi mangiato eri partito / partita
lui / lei aveva mangiato era partito / partita
noi avevamo mangiato eravamo partiti / partite
voi avevate mangiato eravate partiti / partite
loro avevano mangiato erano partiti / partite

Per le forme dell'ausiliare vedi L'imperfetto (parlavo, vedevo, dormivo...). Per sapere quali verbi vogliono quale ausiliare e quali participi sono irregolari vedi Il passato prossimo con avere (ho mangiato, hai parlato...), Il passato prossimo con essere (concordanza) e Il passato prossimo: participi passati irregolari comuni (fatto, detto, visto, preso...).

Tutto il resto funziona come nel passato prossimo:

  • Con essere il participio si accorda con il soggetto: Anna era uscita, i ragazzi erano arrivati.
  • Con avere il participio non cambia, tranne dopo un pronome diretto come lo, la, li, le: Ho visto Anna → L'avevo vista. Vedi La concordanza del participio passato con i pronomi diretti anteposti.
  • I verbi riflessivi vogliono essere: Mi ero svegliata presto. Vedi I verbi riflessivi al passato prossimo.
  • La negazione sta prima dell'ausiliare: Non avevo capito. Gli avverbi brevi come già, ancora, appena e mai di solito stanno tra l'ausiliare e il participio: Avevo già mangiato.

A che cosa serve: «prima di allora»

Il trapassato prossimo ha bisogno di un secondo momento nel passato da cui guardare indietro. Quel momento può essere detto o ricavarsi dal contesto:

  • Quando sono arrivato, il film era già iniziato.
  • Non ho trovato Luca: era uscito cinque minuti prima.
  • Mi sono accorta che avevo dimenticato le chiavi.

È anche il tempo normale per ciò che qualcuno aveva detto o saputo a proposito di un fatto già avvenuto:

  • Anna ha detto che aveva finito.
  • Sapevo che eri già partito.

Parole che spesso lo accompagnano

Sono indizi, non regole. Spesso indicano un'azione precedente:

Parola Esempio
già Avevamo già cenato.
non... ancora Non avevo ancora letto il messaggio.
appena Avevo appena aperto la porta, quando...
prima Ci eravamo conosciuti due anni prima.
dopo che Dopo che avevamo mangiato, siamo usciti.
non... mai Non ero mai stato a Venezia.

Quando non serve

Il trapassato prossimo si usa per mostrare che qualcosa è precedente al momento che si descrive. Se si raccontano semplicemente i fatti nell'ordine in cui sono accaduti, basta il passato prossimo:

  • Sono uscito, ho preso l'autobus e sono arrivato in ufficio.

E quando l'ordine è già chiaro grazie a parole come prima e dopo, nel parlato informale a volte si resta al tempo più semplice. Il trapassato prossimo è la scelta più chiara quando si vuole che l'ordine sia inequivocabile, soprattutto per iscritto.

Confrontalo con l'imperfetto, che descrive lo sfondo e non un fatto precedente concluso: Pioveva e Aveva piovuto. Ne parliamo meglio in Passato prossimo e imperfetto a confronto.

Errori comuni

  • ❌ Ero mangiato prima di uscire. → ✅ Avevo mangiato prima di uscire. (mangiare vuole avere)
  • ❌ Avevo andato a Roma. → ✅ Ero andato a Roma. (andare vuole essere)
  • ❌ Anna era partito presto. → ✅ Anna era partita presto. (con essere il participio si accorda con il soggetto)
  • ❌ Avevo scrivuto una mail. → ✅ Avevo scritto una mail. (participio irregolare: scritto)
  • ❌ Mi avevo svegliato presto. → ✅ Mi ero svegliato presto. (i verbi riflessivi vogliono essere)

Verifica rapida

Metti il verbo tra parentesi al trapassato prossimo.

  1. Quando sono arrivata a casa, Marco ____ già ____ (cenare).
  2. Non ho visto Sara: ____ ____ (uscire) poco prima.
  3. I miei amici ____ già ____ (partire), quando li ho chiamati.
  4. Ho trovato il libro che ____ ____ (perdere, io).
  5. Maria mi ha detto che ____ ____ (svegliarsi) alle sei.
  6. Non ____ mai ____ (essere, noi) a Napoli prima di quell'estate.
Mostra le risposte
  1. aveva cenato   2. era uscita (oppure era uscito, se si parla di un uomo)   3. erano partiti   4. avevo perso (anche avevo perduto)   5. si era svegliata (oppure si era svegliato, se si parla di un uomo)   6. eravamo ... stati

Punti chiave

  • Il trapassato prossimo = imperfetto di avere / essere + participio passato (avevo mangiato, ero partito).
  • Mostra che un'azione era conclusa prima di un altro momento del passato.
  • L'ausiliare e la concordanza del participio funzionano come nel passato prossimo (Anna era partita, L'avevo vista, Mi ero svegliata).
  • Indizi: già, non... ancora, appena, prima, dopo che, non... mai.
  • Se si raccontano i fatti nell'ordine in cui sono accaduti, basta il passato prossimo.